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Prevenzione

Quanto si beve
in Trentino?

1 trentino su 3 consuma alcol con modalità definite “a maggior rischio”, circa il doppio della media nazionale. Un trend crescente nel tempo. Ma cosa significa? Chi beve di più? Quali fattori influiscono?

117.000 Le persone adulte in Trentino che consumano alcool a maggior rischio

Consumo di alcol in Trentinotra i 18 e i 69 anni

  • 33 %

    Non consumaalcol

  • 34 %

    Consumomoderato

  • 33 %

    A maggiorrischio

Consumo a maggior rischio

  • Consumo abituale elevato

    consumo medio giornaliero maggiore di 2 UBA (Unità Bevanda Alcolica) per gli uomini e 1 UBA per le donne.

  • Consumo prevalente fuori pasto

    il consumo con maggior rischio di alcol avviene prevalentemente fuori dai pasti.

  • Consumo eccessivo “Binge drinking”

    consumo abituale di 5 o più UBA per gli uomini e di 4 o più UBA per le donne in una singola occasione.

Chi consuma con modalità “a maggior rischio”?

Consumo di alcol a maggior rischio per genere

Il consumo di alcol con modalità a maggior rischio è più diffuso tra gli uomini rispetto alle donne. La quota si attesta al 42% tra gli uomini, mentre tra le donne riguarda il 23%.

Consumo di alcol a maggior rischio per genere ed età

Il consumo di alcol con modalità a maggior rischio è più diffuso nelle fasce d’età giovani e tende a diminuire con l’avanzare dell’età. Tra gli uomini, la quota passa dal 64% tra i 18-24 anni al 60% tra i 25-34 anni, fino al 45% tra i 35-49 anni e al 26% tra i 50-69 anni. Tra le donne, il valore più alto si osserva nella fascia 18-24 anni con il 65%, seguito dal 44% tra i 25-34 anni, mentre nelle fasce successive si registra una riduzione al 15% tra i 35-49 anni e al 10% tra i 50-69 anni.

Caratteristiche associate
ad un maggiore consumo di alcol

Rapporto tra consumo di alcol e fumo

Il consumo di alcol risulta più elevato tra le persone che fumano rispetto a chi non fuma. Tra gli uomini, consuma alcol il 57% dei fumatori rispetto al 38% dei non fumatori, mentre tra le donne la quota è del 37% per le fumatrici contro il 20% delle non fumatrici.

Consumo di alcol correlato alla condizione economica e alla cittadinanza

Per quanto riguarda la popolazione maschile, l’abitudine a bere alcolici coinvolge il 46% di chi vive in condizioni economiche difficili e il 41% di chi non ha difficoltà. Tra le donne si osserva una prevalenza legata alla cittadinanza: consuma alcol il 24% delle italiane a fronte del 10% delle straniere.

L’alcol rovina il cervello

  • 1

    Processo decisionale, controllo degli impulsi e personalità

    L’alcol rallenta il cervello e rende più difficile prendere buone decisioni, concentrarsi e controllare gli impulsi.

  • 2

    Memoria, apprendimento, regolazione emotiva

    L’ippocampo svolge un ruolo importante per la memoria e l’apprendimento; il consumo di alcolici può portare ad una riduzione di volume, compromettendo le sue funzioni.

  • 3

    Movimento, equilibrio, coordinazione

    Per questo motivo gli incidenti e le lesioni sono frequenti quando si bevono alcolici.

Alcol alla guida in Trentino

  • 5 %

    Trentini che si sono messi alla guida dopo aver bevuto

  • 5 %

    Trentini che sono saliti in auto con un conducente sotto l'effetto dell'alcol

  • 14 %

    Percentuale di guidatori sottoposti all'etilotest quando fermati dalle forze dell'ordine

Alcol: i falsi miti

  • Si può bere in modo sicuro?

    Non esiste un livello di sicurezza per il consumo di alcolici. La situazione ideale per la salute è non bere affatto. L’alcol è strettamente correlato a circa 60 diagnosi diverse e per quasi tutte esiste una stretta relazione dose-risposta, per cui più si beve più alto è il rischio di malattia.

  • Il vino rosso fa bene?

    Le ricerche hanno evidenziato un minore rischio di eventi ischemici (malattie cardiache, ictus e diabete di tipo 2) tra i bevitori moderati di mezza età e anziani. Tuttavia gli effetti dannosi dell’alcol in qualunque forma e dose superano di gran lunga ogni beneficio.

  • L'alcol fa ugualmente male a uomini e donne?

    L’alcol è più dannoso per le donne. La minore percentuale di acqua presente nel corpo femminile fa sì che l’alcol raggiunga una maggiore concentrazione e tossicità. Inoltre l’enzima che scompone l’alcol è prodotto in quantità minori dalle donne, quindi impiega più tempo ad abbandonare il loro sistema.

  • L'alcol fa davvero male?

    Alcune malattie, come la cirrosi del fegato, sono esclusivamente attribuibili all’alcol, mentre per altre patologie (malattie cardiovascolari, tumori e malattie neuropsichiatriche) l’alcol può essere un fattore di rischio. L’alcol aumenta anche il rischio di incidenti, comportamenti pericolosi e violenti.

Un supporto per i problemi legati all’alcol

Chiunque abbia, direttamente o indirettamente, un problema legato all’alcol può rivolgersi ai Servizi di alcologia dell’U.O. Dipendenze dell’Azienda Sanitaria presenti nel territorio provinciale.
L’accesso è diretto, senza obbligo di impegnativa del medico.
Tutte le consulenze erogate sono gratuite. Per informazioni e appuntamenti chiamare il numero 0461 904990 o visitare il sito.

La parola all'esperta:

Dott.ssa Ermelinda Levari

Direttrice dell’Unità operativa Dipendenze ASUIT

Medico specialista in psichiatria. Si è occupata di disturbi del comportamento alimentare, psicogeriatria, elettrofisiologia. In Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino (ASUIT) dal 2009, vanta una lunga esperienza nel settore del servizio per le dipendenze. Nel 2018 ha ricoperto l’incarico di alta professionalità per le patologie psichiatriche presso l’Unità operativa dipendenze e, nel 2021, ha avuto l’incarico per il coordinamento territoriale alcologia e tabagismo. Dal 2023 dirige l’Unità operativa Dipendenze di ASUIT. Per quanto riguarda l’attività didattica, ha collaborato con l’Università di Hertfordshire, in Inghilterra, e attualmente collabora con l’Università di Trento.