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Prevenzione

Giovani trentini:
sportivi o sedentari?

Incidono età e genere, ma anche situazione economica e condizione lavorativa della madre.
Gli effetti ricadono su convinzione nelle proprie capacità e condizione di malessere percepita.

9 %
I giovani che fanno 60 minuti di attività fisica al giorno come raccomandato dall’OMS

Chi fa più attività fisica?

Grado di attività fisica tra i giovani trentini dagli 11 ai 17 anni

Tra gli 11enni, l’11% pratica almeno 60 minuti di attività fisica al giorno, percentuale che scende al 10% tra i 13enni e all’8% tra i 15enni, fino a toccare il valore minimo del 5% a 17 anni. Si osserva inoltre un divario di genere: raggiunge l'obiettivo dei 60 minuti di attività al giorno il 13% dei ragazzi, contro il 6% delle ragazze.

Influenza dei fattori socio-economici sull'attività fisica giovanile

Tra chi dispone di una condizione economica positiva, il 12% pratica almeno 60 minuti di movimento al giorno, mentre la quota scende all’8% in condizioni economiche medio-basse. Anche l'occupazione materna gioca un ruolo: la percentuale di giovani attivi è del 9% tra chi ha una madre che lavora, mentre si riduce al 5% nel caso in cui la madre non sia occupata.

Autoefficacia, benessere psicologico e attività fisica

La quota di giovani che svolge almeno 60 minuti di attività fisica al giorno varia in base alla self-efficacy e al benessere psicologico. È pari all’8% tra chi presenta una self-efficacy medio-bassa e al 16% tra chi ha una self-efficacy alta. Si osservano differenze anche rispetto al malessere psicologico: la percentuale è pari al 6% tra chi non ne segnala e all’11% tra chi dichiara di vivere una condizione di malessere psicologico.

Attività fisica vigorosa

51 % I giovani che svolgono attività fisica vigorosa almeno 3 volte a settimana come raccomandato dall’OMS

Attività fisica vigorosa tra i giovani trentini per sesso e situazione economica

La pratica di attività fisica vigorosa per almeno tre giorni a settimana è più diffusa tra i ragazzi rispetto alle ragazze, con il 62% contro il 41%. Anche la situazione economica mostra differenze: la quota di giovani che svolge attività vigorosa almeno tre giorni a settimana è pari al 48% tra chi ha una situazione economica medio-bassa e al 61% tra chi ha una situazione economica alta.

Attività fisica vigorosa tra i giovani trentini per età e genere

Tra i ragazzi, la quota di chi svolge attività fisica vigorosa almeno tre giorni a settimana è pari al 60% tra gli 11enni, raggiunge il 66% tra i 13enni e si mantiene al 61% tra i 15enni, per poi scendere al 45% tra i 17enni. Tra le ragazze, i valori risultano più contenuti in tutte le fasce d’età: il 46% tra le 11enni svolge attività vigorosa almeno tre giorni a settimana, quota che scende al 41% tra le 13enni, al 39% tra le 15enni e al 33% tra le 17enni

Sedentarietà

La metà dei giovani trentini tra gli 11 e i 17 anni trascorre meno di 3 ore e 50 minuti al giorno davanti agli schermi, l’altra metà ne trascorre di più (mediana = 3 ore e 50 minuti). I tempi di esposizione non mostrano differenze di genere.

3 ore Ore trascorse (mediana) davanti a schermi dagli 11enni ogni giorno
4 ore Ore trascorse (mediana) davanti a schermi dai 13-17enni ogni giorno

Tempo trascorso davanti agli schermi dai giovani trentini

Il 58% dei giovani trascorre tra le 2 e le 4 ore al giorno davanti agli schermi, quota che riguarda il 58%. Il 25% dichiara invece meno di 2 ore al giorno, mentre il 16% supera le 5 ore quotidiane. Solo l’1% afferma di non trascorrere tempo davanti agli schermi.

Ore al giorno davanti agli schermi

Tempo trascorso davanti agli schermi per cittadinanza e rapporto con la scuola

La quota di giovani che trascorre almeno 5 ore al giorno davanti agli schermi è pari al 13% tra gli italiani e al 26% tra gli stranieri. Si osservano differenze anche in relazione al rapporto con la scuola: il 23% di chi dichiara di non apprezzare la scuola trascorre 5 ore o più al giorno davanti agli schermi, rispetto all’11% tra chi afferma di apprezzarla.

Relazione tra supporto sociale e uso degli schermi

Tra i ragazzi che godono del sostegno dei compagni di classe, la percentuale di chi usa gli schermi in modo intensivo è del 14%, mentre la quota sale al 25% tra chi dichiara di non ricevere tale supporto. Una tendenza analoga riguarda il sostegno familiare: trascorre 5 o più ore quotidiane davanti a un monitor il 12% dei giovani che si sentono sostenuti in famiglia, contro il 23% di chi invece ne è privo.

Relazione tra uso degli schermi e sostegno familiare

Il sostegno familiare incide sulle ore trascorse davanti ai monitor. Tra i giovani che si sentono sostenuti dalla propria famiglia, il 12% dedica 5 o più ore al giorno agli schermi. Questa percentuale raddoppia, raggiungendo il 24%, tra coloro che dichiarano di non ricevere supporto da parte dei familiari.

La parola all'esperta:

Dott.ssa Laura Ferrari

Responsabile Servizio Promozione e Educazione alla Salute, Sorveglianza stili di vita del Dipartimento di Prevenzione, ASUIT Trento.

Specialità in Igiene e Medicina preventiva presso Università di Verona con indirizzo/specializzazione in Epidemiologia e Sanità pubblica (1997).
Laurea in Medicina e Chirurgia presso Università degli Studi di Padova (1993).
Ha lavorato come dirigente medico:
– presso l’U.O. Cure Primarie Vallagarina e Altipiani Cimbri;
– in comando presso l’Assessorato alla Salute e Politiche Sociali della Provincia autonoma di Trento, all’interno dell’“Osservatorio per la salute”;
– nello staff della Direzione Igiene e Sanità Pubblica (DISP) di Trento;
– presso il Servizio Igiene e Sanità Pubblica di Rovereto (TN).